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This is a clear alphabetical mind map, mainly addressing topics like Novel Writing (L’affermazione del romanzo) and the Romance language family (ROMANCE). The Novel Writing section details how to conceive and write a novel, as well as how to enhance the quality and appeal of the novel. The Romance language family section explains the origins and evolution of the Romance languages, as well as their differences and connections with other language families. Each section is explained in detail on multiple levels, aiming to help learners deeply understand novel writing and related aspects of the Romance languages.
Edited at 2021-05-19 19:01:59letteratura
ROMANCE opere narrative in versi e in prosa, scritte in lingua romanza. differenze tra romance e novel: Romance: -favola eroica -suscita stupore -descrive ciò che non è mai successo e non accadrà mai Novel: -rappresentazione di vita e costumi reali o verosimili -spinge il lettore a immedesimarsi nelle vicende raccontate - descrive fatti tipici della realtà quotidiana
L’Inghilterra e la nascita del romanzo moderno L’Inghilterra dei primi anni del Settecento era il paese più progredito d’Europa sul piano economico e socia- le. La mentalità e i valori borghesi si rispecchiano nel Robinson Crusoe (1719) di Defoe, considerato il primo esempio di romanzo moderno e di romanzo d’avventura. Elementi avventurosi sono presenti anche nei Viaggi di Gulliver (1726) di Swift, in cui la dimensione fantastica e avventurosa si associa a un’aspra e sconsolata satira della società inglese del tempo e della natura umana. Pamela o la virtù ricompensata (1740-1741) di Richardson segna la nascita del romanzo epistolare, un esempio anche di romanzo sentimentale, per l’analisi accurata della psicologia dei personaggi. Sempre in Inghilterra si affermò il romanzo sperimentale con La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo (1760-1767) di Sterne, un’opera spiritosa, satirica, fatta di continue digressioni dalla trama principale.
l romanzo francese: tra riflessione filosofica e passione amorosa La società francese del Settecento era modellata sull’assetto dell’ancien régime; perciò anche il romanzo ha una matrice aristocratica oppure borghese. Il contenuto privilegiato del romanzo francese sette- centesco è la riflessione filosofica di matrice illumini- stica. Tra i più celebri contes philosophiques (romanzi filosofici) ricordiamo Candido o l’ottimismo (1759) di Voltaire e Jacques il fatalista e il suo padrone (1796) di Diderot. Famose sono anche le Lettere persiane (1721) di Montesquieu, modello dei più noti romanzi epistolari del Settecento. Nel mondo aristocratico si muovono i personaggi delle Relazioni pericolose (1782) di De Laclos, romanzo liberti- no in forma epistolare.
I generi del romanzo settecentesco Il romanzo moderno del Settecento si caratterizza come una lunga narrazione in prosa di molte vicende e con molti personaggi borghesi con caratteri di realismo, verosimiglianza e concretezza. Le molte tematiche trattate dal romanzo settecentesco sono riconducibili a generi diversi, che però non possono essere distinti l’uno dall’altro in maniera rigida. In ogni caso, la ricorrenza di alcuni elementi, può aiutare a indicare i seguenti generi: d’avventura e di viaggio, di formazione, sentimentale, epistolare, filosofico, libertino, sperimentale e gotico. L’affermazione del romanzo A partire dal Settecento il romanzo divenne il prodotto letterario più diffuso, grazie alla sua capacità di rivolgersi a ogni tipo di lettore. Destinatario del romanzo moderno era il ceto borghe- se, protagonista della storia del Settecento, costituito da persone dedite all’attività politica, uomini d’affari, commercianti e professionisti che si interessavano all’attualità, ma amavano anche libri ispirati alla realtà sociale o a questioni filosofiche. Grande interesse era riservato anche ai racconti di avventura che narravano di mondi esotici.
goldoni
La vita Carlo Goldoni nacque a Venezia nel 1707 e inizialmente fu avviato dal padre allo studio della grammatica e della filosofia. La passione per il teatro però finì con il prevalere anche se, per potersi mantenere, si laureò in legge e svolse per circa 12 anni la professione di avvocato. Mentre si dedicava all’avvocatura, iniziò a scrivere le prime opere, dando avvio alla riforma del teatro comico che si attuò pienamente nelle sue opere migliori. Nel 1747 si stabilì a Venezia e iniziò a lavorare come auto- re per la compagnia teatrale di Gerolamo Medebach, alla quale rimase legato fino al 1753, lavorando assiduamente con alterni successi. Nel 1753 Goldoni lasciò la compagnia e iniziò a lavorare al teatro San Luca dei nobili Vendramin, sempre a Venezia. Nel periodo tra il 1753 e il 1762 scrisse numerose comme- die di successo, ma fu tormentato dalle polemiche con Pietro Chiari e Carlo Gozzi, che lo criticavano per l’ impronta troppo realistica delle sue commedie, rispetto a una concezione tradizionale del teatro. Stanco delle polemiche, Goldoni si trasferì in Francia, a Parigi,dove diresse la Comédie italienne e morì in miseria nel 1793
Il pensiero e la poetica La riforma del teatro comico, avviata nel 1748 da Goldoni, segnò il passaggio dalla Commedia dell’arte, basata sul canovaccio e sulle maschere, che lasciava spazio all’ improvvisazione degli attori, a commedie dove coloro che recitavano erano tenuti a rispettare un copione preciso, nel quale le parti erano interamente scritte. Nella graduale riforma del teatro comico si possono individuare tre fasi: ◗ la prima (1748-1753) riguarda la rappresentazione reali- stica dei valori borghesi; ◗ la seconda (1753-1762) mette in scena una borghesia ormai in crisi e il mondo popolare, con attenzione anche al gusto per l’esotismo; ◗ la terza (1763-1793) coincide con il soggiorno parigino e con la produzione di commedie in francese. La riforma è in linea con lo spirito dell’Illuminismo e con la finali- tà educativa dell’arte. La riforma di Goldoni, che si ispirava ai libri del «Mondo» e del «Teatro», interessò anche i contenuti delle commedie, che diventeranno aderenti alla realtà. Le commedie propongono vicende verosimili, basate su intrecci semplici e narrate in tono spontaneo e col- loquiale. La commedia riformata è una commedia di carattere dalla quale non è esente una vena moralistica, proposta però sempre in maniera bonaria. La lingua – anche il dialetto – si adegua al mondo e ai personaggi rappresentati. In complesso, nonostante le critiche e gli insuccessi patiti (soprattutto in Francia), la riforma di Goldoni fu accolta con favore dal pubblico
Le opere Goldoni fu un autore di teatro molto prolifi- co e, nel corso della sua vita, compose più di duecento opere. Nel 1738 scrisse la parte del protagonista del Momolo cortesan, introducendo un elemento di novità rispetto all’ improvvisazione che, fino a quel momento, aveva dominato nella Commedia dell’arte. La prima commedia interamente scritta fu La donna di garbo (1743), alla quale seguirono Il servitore di due padroni (1745) e Tonin Bellagrazia (1745), opere che segnarono il passaggio alla nuova stagione della riforma teatrale. Negli anni trascorsi a Venezia, al servizio della compagnia Medebach, compose commedie importanti come La vedova scaltra (1748), La putta onorata (1748), La famiglia dell’antiquario (1750), Pamela nubile (1750), ispirata al romanzo di Richardson, e soprattutto, verso la fine del 1752, La locandiera. In queste opere prevalgono la rappresentazione realistica dei valori borghesi e il conflitto tra la nobiltà e la borghesia (prima fase della riforma). La critica alla borghesia emerge nelle opere scritte nel periodo compreso fra il 1753 e il 1762 (seconda fase della riforma). Sono le grandi commedie d’ambiente, nelle quali viene riscoperto e valorizzato il popolo e per le quali Goldoni scrisse facendo uso del dialetto. Si tratta di capo- lavori come Il campiello (1756), I Rusteghi (1760), Sior Toderobrontolon (1762), Le baruffe chiozzotte (1762) (seconda fase). Negli anni parigini l’unica commedia di successo fu Il burbero benefico (1771). Tra il 1784 e il 1787 Goldoni si dedicò alla propria autobiografia con i Mémoires (terza fase).